Tag Archive 'energia'

Mar 28 2017

ENERGIA, CAMPI ENERGETICI & ALTRE STRANEZZE

Si parla tanto di campi energetici e di energia, ma nessuno sa definire con esattezza il significato di queste parole.

L’idea di una forza invisibile che pervade tutte le cose è difficile da padroneggiare… non è misurabile, non è quantificabile, non occupa spazio, non si può toccare… non si sa bene dove collocarla.

L’energia è poco concreta.

Eppure ne vediamo quotidianamente gli effetti.

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  • Possiamo immergerci in una sacralità spirituale, visitando una chiesa.

  • Possiamo percepire l’ansia e la paura, durante lo svolgimento degli esami in un’aula universitaria.

  • Possiamo avvertire la presenza di un amico, poco prima di incontrarlo o di ricevere una sua telefonata.

  • Possiamo sentire la sofferenza entrando in un ospedale.

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L’energia è dappertutto e, anche quando non ce ne rendiamo conto, non possiamo sottrarci al suo influsso invisibile.

Questo fa sì che anche i più scettici finiscano per ammettere che… be’… probabilmente qualcosa ci deve essere.

Qualcosa che anima il mondo e dà sostanza alla vita.

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Ma che roba è?

Che cos’è questa energia di cui tanto si parla e di cui, comunque, non si capisce un granché?

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Fatichiamo a immaginarla.

L’energia non ha forma e mette in crisi il bisogno di concretezza che caratterizza la nostra cultura.

La mente lineare ama ordinare, classificare e misurare.

Le cose che sfuggono alle sue regole sono guardate con sospetto o con commiserazione, come se si trattasse di favole, buone soltanto per gli ingenui.

Il pensiero che possa esistere un campo energetico che emana da ogni cosa, manda in crisi il pensiero razionale perché appartiene a una comprensione sinergica, intuitiva e percettiva.

Per comprendere il concetto di campo di energia occorre attivare le competenze dell’emisfero destro del cervello, quello preposto alla creatività.

Ma, si sa, la creatività è poco considerata da chi ama comandare tanti soldatini ubbidienti.

Perciò, nel mondo del dominio e della sopraffazione parlare di energia è sconsigliato.

Si preferiscono argomenti più concreti, seri e costruttivi, come: il PIL, il cash flow, il debito pubblico, gli indici di mercato, il reddito… o altre cose del genere.

I campi energetici non rientrano nel vocabolario degli affari, non producono denaro, non conferiscono potere economico e perciò non sono considerati importanti da chi gestisce il mondo con la forza e con l’arroganza.

Il loro imprendibile valore interiore li rende invisibili ai più, e derisi da chi ama conformarsi a una società che inneggia la supremazia dei potenti e approfitta impunemente dei deboli.

Quando si parla di energia, ci si riferisce a una propulsione interiore, a una spinta che modula l’ascolto della realtà partendo dall’interno.

È un modo di sentire e interpretare la vita, che oltrepassa i cinque sensi e poggia su un’intuizione profonda, attivando una comprensione che prescinde dalle valutazioni razionali o materiali dell’esistenza.

L’energia è un flusso vitale.

Scaturisce dall’anima e permea ogni cosa, avvolgendola di una qualità emotiva, dinamica ed essenziale.

L’energia non è ne buona né cattiva.

Ma, di solito, parliamo di energia positiva quando vogliamo riferirci a situazioni ricche di fascino e di possibilità, mentre parliamo di energia negativa per indicare cose, persone o fatti, carichi di vibrazioni disarmoniche e stridenti.

Diciamo che a pelle ci sentiamo bene, per segnalare un campo energetico naturale e coinvolgente; e rifuggiamo quelle situazioni in cui percepiamo un campo distonico e debilitante.

I sentimenti sono energia, i pensieri sono energia, le parole sono energia, ogni cosa possiede un proprio campo che irradia all’esterno.

I fenomeni energetici sono dappertutto e sotto gli occhi di tutti.

Ne avvertiamo costantemente il potere, in maniera istintiva.

Anche quando non ne riconosciamo l’esistenza.

I luoghi, le persone, gli animali e le cose, ci trasmettono forze capaci di caricarci positivamente o di scaricarci fino a renderci inermi, apatici e persino malati.

Perciò, esercitarsi a riconoscere l’energia e i campi energetici, ma soprattutto imparare a gestirli, è di fondamentale importanza per vivere una vita sana e in armonia con la natura e con i suoi ritmi.

Gli animali riconoscono naturalmente il valore dell’energia, sanno distinguere i campi energetici e si comportano di conseguenza, mantenendo un equilibrio costante con l’ambiente che li circonda.

Nelle loro culture la percezione dell’ecosistema viene prima di qualsiasi altra cosa e per questo, a volte, possono arrivare a sacrificare la loro stessa esistenza.

Tante specie animali hanno scelto l’estinzione, smettendo di riprodursi, pur di non vivere in un ambiente diventato incapace di rispettare il movimento naturale dell’energia.

La nostra specie, invece, sopravvive in contesti sempre più carichi di energie negative e sembra non rendersi conto del degrado ambientale che sta distruggendo la vita.

L’educazione alla sottomissione e il consumo smodato di beni tossici, ottunde l’ascolto di sé creando una differenza incolmabile tra le nostre scelte e quelle degli altri animali.

Deridere l’energia e tutto ciò che non si può toccare o monetizzare, è un comportamento tipico della nostra specie e ci separa dagli altri esseri che popolano il pianeta, e che mantengono la consapevolezza di ciò che noi non riusciamo più a vedere, ma che incide profondamente sul benessere, sulla vitalità e sull’espressione della propria profonda verità.

Solo la conoscenza dell’energia, infatti, permette di ritrovare il filo che unisce gli eventi di cui è costellata ogni esistenza, intrecciando la vita e la morte in una magica espressione di sé.

Carla Sale Musio

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INTUIZIONE… E CULTURE ANIMALI

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Giu 07 2016

TUTTO QUELLO CHE NON TI PIACE DENTRO DI TE… ricompare fuori di te!

La proiezione e la rimozione permettono di eliminare dalla consapevolezza le cose che disturbano l’equilibrio della psiche e, soprattutto, quelle che intralciano l’immagine idealizzata che abbiamo costruito di noi stessi.

Nel tentativo di ottenere approvazione e riconoscimento, impariamo da bambini a comportarci in modo consono alle aspettative delle persone a cui vogliamo bene, rimuovendo dalla coscienza tutto ciò che ci fa soffrire e proiettando al di fuori di noi gli aspetti della personalità che riteniamo inadeguati.

Grazie a questi meccanismi psicologici, è possibile conservare una visione di sé conforme alle richieste sociali e scevra di quelle parti che, invece, potrebbero creare delle difficoltà nell’interazione col mondo.

In questo modo prende forma nella vita interiore una sorta di spartiacque in grado di separare i sé considerati leciti dai sé illeciti.

Naturalmente saranno ritenuti leciti tutti gli aspetti della personalità che, quando eravamo bambini, hanno incontrato il favore delle nostre figure di riferimento (genitori, parenti, amici, insegnanti, ecc.).

Mentre saranno rinnegati i comportamenti, gli atteggiamenti e i modi di fare che, in passato, hanno provocato disapprovazione, umiliazioni e sofferenza.

Ognuno di noi ha vissuto esperienze differenti, imparando a discriminare le emozioni e i comportamenti secondo una griglia interiore che è diversa per tutti.

I sé rinnegati, però, nonostante l’esclusione dalla coscienza, mantengono intatta la loro energia e, dalle profondità inconsce in cui li abbiamo confinati, come una potente calamita, attirano nelle circostanze della nostra vita le persone, le cose e gli avvenimenti, adatti a rappresentarli.

Ecco quindi che, nonostante il lavoro attento e preciso della rimozione e della proiezione, il nostro mondo esterno si popola proprio di quelle qualità che non ci piacciono e di cui interiormente abbiamo perso le tracce.

Ignari dei riferimenti personali ed energetici che ci legano agli eventi, combattiamo con foga al di fuori di noi le imperfezioni, l’immoralità e le ingiustizie… che giudichiamo sbagliate e che sentiamo diverse e lontane dal nostro modo di pensare e di essere.

Ma, sotto la coltre che ottunde la coscienza, sono proprio quelli i rappresentanti delle nostre parti oscure, le icone che segnalano la metà di noi stessi che abbiamo amputato, diventando grandi, nel tentativo di piacere al mondo.

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STORIE DI GUERRE DENTRO E FUORI

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Clara ama gli animali e, da sempre, combatte molte battaglie per tutelare i loro diritti, nel tentativo di evitare lo sfruttamento e le torture a cui la specie umana li sottopone.

Ma nel profondo di se stessa rinnega le sue parti istintuali, censurandole e maltrattandole in favore del bisogno di approvazione.

Certo, le piacerebbe lasciare emergere nella sua vita l’entusiasmo, il desiderio di giocare e di divertirsi, la voglia di combattere o il piacere sensuale!

Ma da bambina ha imparato che prima c’è il dovere e poi (forse) arriverà il piacere e, siccome i doveri non finiscono mai, un Sé Perfezionista ed Esigente la costringe, un giorno dopo l’altro, a rinunciare a ciò che l’appassiona, per svolgere le mansioni che il lavoro e la vita domestica le richiedono.

Così, mentre combatte i soprusi contro le altre specie animali, alimenta la violenza e l’indifferenza nel suo mondo interiore e, senza saperlo, coltiva dentro di sé le cause energetiche di quei maltrattamenti che, invece, vorrebbe estirpare.

* * *

David proviene da una famiglia conservatrice, poco attenta al valore delle emozioni e alle sfumature della vita interiore.

Da bambino è cresciuto in mezzo a un conformismo religioso e bigotto e, nonostante abbia fatto di tutto per emanciparsi e mettere in discussione i principi patriarcali della sua famiglia,  ancora non riesce a darsi il permesso di vivere fino in fondo i propri sentimenti.

Da qualche tempo prova un forte coinvolgimento per il suo amico Carlo ma, terrorizzato all’idea di perdere la stima della famiglia, non riesce ad ammettere di essersi innamorato e nega l’impatto delle sue sensazioni.

Razionalmente sostiene che l’omosessualità sia un modo di amare altrettanto lecito e profondo dell’eterosessualità, e frequenta amici gay e amiche lesbiche, combattendo affianco a loro per difenderne i diritti e la rispettabilità.

Interiormente, però, non si sente libero di accettare la sua attrazione per una persona dello stesso sesso e, nonostante gli ideali democratici che professa, continua ad attirare nella sua vita situazioni di discriminazione e omofobia.

* * *

Franca non sopporta Milena, la figlia più piccola dei vicini di casa.

La trova pesante, noiosa, antipatica, viziata, prepotente… e, per evitare di incontrarla, è capace di cambiare strada e persino orari di rientro!

Milena all’anagrafe ha venticinque anni, ma mentalmente è come se ne avesse otto, perché una malattia genetica le impedisce di crescere come tutti gli altri.

Dal punto di vista fisico, è una bella ragazza, sviluppata e adeguata alla sua età, ma, intellettualmente, è ancora molto infantile.

I suoi genitori fanno del loro meglio per educarla e aiutarla a diventare grande, ma Milena è curiosa e vivace e, quando incontra qualcuno che conosce, lo riempie di domande, insistendo e prestando poca attenzione alla riservatezza e alla fretta degli altri.

Franca, invece, è la primogenita di cinque figli e, da bambina, ha dovuto maturare velocemente, per aiutare la mamma ad accudire i fratellini più piccoli.

Per lei gli altri non avevano mai tempo e, nella vita, ha imparato presto ad arrangiarsi da sola, senza contare su una famiglia amorevole e presente come quella di Milena.

L’immaturità e la curiosità sono state bandite dalla sua infanzia e, ancora oggi, la donna le combatte come fossero nemici pericolosi.

Nel suo mondo interiore, però, una bambina goffa e inadeguata aspetta di ricevere le attenzioni che le sono mancate nel passato e, con la sua energia, attira nella vita di Franca proprio le situazioni che rispecchiano i suoi bisogni profondi.

Ecco quindi arrivare Milena.

E non servirà cambiare strada o modificare gli orari nella speranza di non incrociarla!

Per sfuggire le domande assillanti della giovane vicina di casa, Franca dovrà imparare ad accogliere l’ingenuità della sua Bambina Interiore, senza giudicarla e senza emarginarla dalla propria psiche.

Solo così la sua energia troverà finalmente un equilibrio e smetterà di attrarre le circostanze che la riflettono.

Carla Sale Musio

leggi anche:

COME SFUGGIRE DA SE STESSI… e fingere di vivere felici e contenti!

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Mag 27 2014

INCONTRARSI OLTRE LE DIMENSIONI

Esiste un ponte tra le dimensioni che permette di incontrarsi a dispetto del tempo, della distanza e della possibilità di utilizzare i sensi fisici o la tecnologia.

Appartiene a una saggezza che gli esseri umani hanno dimenticato, abbagliati da una scientificità che non considera i sentimenti e che valorizza soltanto le cose che si possono manipolare, riprodurre e misurare. 

Questa sapienza profonda se ne infischia delle scienze e della logica e parla direttamente alla parte invisibile ed emotiva di noi stessi.

Quando due persone si vogliono bene, stabiliscono un collegamento energetico che le unisce come un filo invisibile.

Il legame tra loro diventa un radar interiore e le informa l’una dell’altra, senza bisogno di parole.

Questa comunicazione, eterea e costante, appartiene all’amore e permette una comunione che si fa tanto più chiara e precisa quanto più la relazione è profonda.

Ci sono cose che gli occhi non possono vedere e che la mente non riesce a capire perché si conoscono soltanto con il cuore.

L’amore genera unioni invisibili, e conduce a una condivisione più intima e profonda che qualsiasi altra forma di conoscenza.

L’unione emotiva ci porta a sentire interiormente lo stato d’animo dei nostri cari, permettendo uno scambio dei vissuti profondi. 

Per accedere a questa consapevolezza basta raccogliersi in se stessi e concentrare l’attenzione sulla persona con cui si vuole entrare in contatto, lasciando emergere le sensazioni interiori in un vuoto mentale libero dai pensieri, senza censurarle e senza interpretarle.

Le parole e la logica non servono, le percezioni raccontano con le emozioni e, a volte, con le immagini, la verità della vita emotiva.

Per comprendere il linguaggio del cuore bisogna sospendere il giudizio e permettersi di entrare in una realtà priva delle coordinate in cui ci muoviamo abitualmente.

La reciprocità dell’amore si manifesta in una dimensione della coscienza che non scorre nel tempo, ma esiste in una a-temporalità fatta di sensazioni e stati d’animo, e priva dei riferimenti con cui normalmente interpretiamo le cose.

Purtroppo, l’abitudine a osservare sempre e soltanto la materialità degli avvenimenti, insieme all’uso costante dei parametri spazio temporali e delle nostre innumerevoli protesi tecnologiche, ci ha progressivamente disabituato a riconoscere la voce silenziosa che appartiene alla dimensione affettiva, rendendo difficile individuarne e interpretarne i significati.

Tutti presi a rincorrere il possesso di beni di consumo sempre più sofisticati e inutili, abbiamo lasciato che la concretezza si trasformasse nell’unica realtà che giudichiamo attendibile e abbiamo perso il contatto con la verità interiore e soggettiva che appartiene all’amore.

Così, nel tempo, la conoscenza emotiva si è offuscata, portandoci a delegare alla materialità e alla tecnologia, la gestione di tutti i nostri rapporti.

Ma affidandoci radicalmente alla fisicità, abbiamo ottuso la saggezza del cuore, permettendo che un’esteriorità, fatta di apparenze e, spesso, d’indifferenza, sommergesse la verità.

In questo modo nascondiamo il sapere dell’amore a vantaggio di una conoscenza oggettiva e limitata esclusivamente alle cose concrete.

Quando muore una persona cara, il legame energetico creato dall’amore che abbiamo condiviso nel corso della vita, non si spezza ma, al contrario, s’intensifica potenziando la reciprocità, a dispetto della perdita del corpo fisico.

Mentre l’incontro fisico e il dialogo verbale non sono possibili, l’unione si amplifica e il ponte affettivo, creato durante la vita, permette la comunicazione interiore tra chi ha un corpo e chi non ce l’ha.

Tutti quelli che hanno attraversato il dolore del lutto, sanno che i nostri cari tornano sempre a incontrarci dopo la morte.

Anche se nella cultura materialista c’è molto pudore a parlare di questi incontri, perché ci si vergogna di credere nell’invisibile e nell’amore.

Gli esseri che non possiedono più un corpo, nonostante le nostre paure, lo scetticismo e le difficoltà di comprensione tra le dimensioni, si impegnano a costruire una relazione che, a dispetto della loro immaterialità, oltrepassi i limiti e le barriere della percezione esclusivamente materiale e fisica, permettendoci di vivere una sintonia nuova.

La scienza guarda con commiserazione la soggettività che caratterizza queste esperienze e, non potendole riprodurre nei suoi laboratori, ne deride l’esistenza dichiarandole altezzosamente consolazioni, buone forse per superare il dolore, ma del tutto irreali e frutto di pura fantasia.

L’amore, però, è soggettivo per natura, e poco incline a lasciarsi duplicare in esperimenti scientifici, vive da sempre in una realtà soggettiva che conosce d’istinto la verità e che per questo non può essere analizzata e vivisezionata, ma soltanto sperimentata in quello spazio interiore che caratterizza l’affettività.

Così, per ritrovare le persone che abbiamo amato e che con la morte hanno perso il proprio corpo fisico, dobbiamo correre il rischio di vivere un incontro senza conferme dal mondo esterno.

Affidandoci soltanto all’esperienza interiore e assumendoci la responsabilità di ammetterne la veridicità sulla base della nostra certezza emotiva.

L’amore è un fenomeno soggettivo.

Nessuno può stabilirne dall’esterno la validità.

Soltanto chi lo prova può affermare l’autenticità del proprio vissuto e riconoscerne i sintomi  nelle emozioni che vive.

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STORIE D’AMORE SENZA CONFINI

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Dopo i funerali del nonno, Massimiliano si addormenta pieno di tristezza e di ricordi, ma durante la notte un rumore lo sveglia all’improvviso… giusto in tempo per vedere il nonno che entra nella stanza volando a braccia tese e chiamandolo a gran voce:

“Andiamo, andiamo, dormiglione!!! Non perdere tempo! Voglio portarti a fare un giro!”

Così dicendo, il vecchio gli tende la mano e Massimiliano, ancora sotto shock per la sorpresa, allunga la sua lasciandosi trasportare in un volo senza peso fuori dalla finestra. Oltre le case, la piazza, il paese… e le dimensioni!

“Era così reale che sono certo di non essermelo sognato!”

Racconta alla mamma l’indomani mattina.

* * *

Annalisa deve essere operata. La notte, in ospedale, non riesce a prendere sonno e si agita nel letto in preda alla paura e ai cattivi presentimenti.

Le sue compagne di stanza dormono tutte, quando in punta di piedi un infermiere si avvicina e, con dolcezza, la rassicura:

“Stai tranquilla, bambina, andrà tutto bene! Non c’è nulla di cui avere paura, siamo in tanti a proteggerti e ad aiutarti in questo momento difficile e il tuo futuro è pieno di cose belle che ancora devi vivere e condividere con le persone che ami. Dormi serena, presto sorriderai ripensando a questo momento.”

Annalisa si addormenta di colpo, ma l’indomani mattina, durante i preparativi per l’intervento, domanda il nome dell’infermiere che ha saputo tranquillizzarla così bene.

Le infermiere, però, la guardano divertite:

“La paura fa brutti scherzi! Devi aver sognato, Annalisa! In questo reparto non ci sono uomini, né tra il personale né tra i ricoverati!”

* * *

Dopo la morte della mamma, Giada non si dà pace.

“Dove sei mamma? Dove sei finita? Non posso credere che non ci sia più nulla! Aiutami a ritrovarti! Voglio sapere cosa succede dopo la morte…”

Un pensiero guizza veloce nella mente e raggiunge il suo cuore:

“Non posso… se continui a soffrire così, devo andare via… ogni volta che mi avvicino le tue lacrime mi allontanano…”

Giada sente con certezza la presenza della mamma.

Eppure nella stanza non c’è nessuno.

A fatica ricaccia indietro i ricordi e il dolore.

E improvvisamente  il suo abbraccio l’avvolge in una meravigliosa unione.

“Sono con te e anche dappertutto. Hai bisogno di abituarti al mio cambiamento e apprendere a conoscermi per ciò che sono adesso. Se vuoi trovarmi, devi permetterti di dimenticare quello che sai e imparare da capo, come fanno i bambini. I ricordi che ti sorprendono all’improvviso sono come una firma e servono soltanto a indicarti la mia presenza. Se scivoli nella mancanza mi allontani ma, se lasci che il tuo cuore si apra, possiamo incontrarci. La vita non ha inizio né fine, figlia mia. Tutto è sempre cambiamento.”

Carla Sale Musio

leggi anche:

A PROPOSITO DELLA MORTE…

LEGAMI IMMORTALI

PERCEZIONE CARDIACA & PERCEZIONE SENSORIALE

MORTE E PERCEZIONE CARDIACA

REALTA’ CARDIACHE

Allenarsi a sentire il LEGAME e a riconoscere la PRESENZA…

RITROVARE CHI NON HA PIU’ UN CORPO

COME AVVIENE LA COMUNICAZIONE CON CHI NON HA PIU’ UN CORPO?

SOGNARE CHI NON C’E’ PIU’

NESSUNO MUORE PER CASO

L’AMORE E’ ENERGIA

CIO’ CHE E’ REALE SUPERA I CINQUE SENSI

RELAZIONI INVISIBILI

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Apr 03 2014

RESPONSABILITA’ E LIBERTA’

La possibilità di vivere un’esistenza soddisfacente poggia sulla capacità di mettersi al centro della propria vita e di assumersi la responsabilità di quello che succede, sia all’interno che all’esterno di sé.

Impropriamente riteniamo che gli eventi appartengano a una realtà immutabile e separata dentro la quale ci muoviamo come su un palcoscenico, vittime di una regia imperscrutabile con cui siamo costretti a confrontarci senza poter intervenire a modificare il copione, i testi o le scene.

Così, quando le cose vanno bene, ringraziamo Dio, la provvidenza o la fortuna, e quando invece vanno male, incolpiamo il destino, la casualità o la sfiga, nella convinzione di dover subire quello che ci succede senza intrometterci nella creazione.

Ma ciò che chiamiamo realtà è la conseguenza di un’interazione energetica costante che esiste tra noi e l’ambiente.

Uno scambio che avviene anche quando non ce ne rendiamo conto e che plasma ininterrottamente gli eventi, modellando il mondo esterno sulla forma dei nostri pensieri, stati d’animo e vissuti, consci o inconsci.

La consapevolezza di questo scambio permette di influire intenzionalmente sugli avvenimenti imparando a cavalcare la casualità con consapevolezza e con maestria, mentre ignorarne l’esistenza ci porta a interagire con un mondo incomprensibile e imprevedibile, pieno di ostacoli e di pericoli.

La fisica quantistica ha dimostrato come le particelle infinitesimali che compongono la materia siano legate tra loro da una sorta di consapevolezza reciproca, che si manifesta anche in assenza di un contatto fisico o di una trasmissione di energia.

L’informazione viaggia nell’invisibile fino a raggiungere la realtà, manifestando la sua presenza senza bisogno di legami evidenti o concreti.

Ogni cosa nasce da un’onda di informazione che, di volta in volta, assume uno degli infiniti aspetti di sé, concretizzandosi in un evento quando un osservatore vi porta la sua attenzione e che, in assenza di questa attenzione, si perde dentro un’immaterialità brulicante di inesauribili possibilità.

E’ la coscienza che definisce lo scenario in cui prenderà forma la nostra vita e lo fa materializzando la propria verità interiore nelle circostanze che, in modo solo apparentemente casuale, costellano l’esistenza.

La casualità, infatti, non esiste, al suo posto c’è un pulsare di probabilità, pronte a coagularsi negli eventi che ci succedono, richiamate e magnetizzate dall’energia del nostro mondo interiore.

Ciò che profondamente crediamo vero dentro di noi, le cose su cui concentriamo la nostra attenzione, modellano gli avvenimenti della realtà attraendo le esperienze che ne confermano l’esistenza, in base a un criterio speculare al nostro mondo interno.

In questo modo possiamo fare esperienza di noi stessi e della nostra profonda verità.

Ma possiamo anche modificare la materialità, nel momento in cui ci apriamo a nuove teorie e a nuove possibilità, in un percorso di crescita e di esplorazione senza fine.

Assumersi la responsabilità di ciò che succede e guardare con onestà e con profondità dentro se stessi, permette di portare l’attenzione alle matrici interiori che modellano la realtà consentendoci di intervenire a cambiarle modificando le nostre esperienze di vita.

La libertà è la conseguenza di un percorso (senza fine) di conoscenza di se stessi.

Un cammino indipendente e personale in cui la creatività aiuta a liberare l’espressività e a trasformare le asperità interiori, dando vita a un mondo in costante miglioramento ed evoluzione.

La realtà in cui viviamo riflette la verità che coltiviamo nel nostro inconscio, mostrandoci, negli eventi che incontriamo, le leggi e i modi con cui interiormente trattiamo noi stessi.

Un mondo malato manifesta le leggi ingiuste con cui segretamente incarceriamo la nostra anima.

Un mondo sano riflette la capacità di accogliere con amore e con comprensione la propria verità.

Guardare se stessi con onestà, consente di migliorare le zone oscure della coscienza fino a renderle luminose e pulsanti di energia. 

Assumersi la responsabilità della propria vita è il primo passo verso la libertà.

 Carla Sale Musio

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PROGRAMMARE L’INCONSCIO

LA CRISI? La supero grazie all’inconscio.

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Mar 10 2014

CIO’ CHE E’ REALE SUPERA I CINQUE SENSI

Esiste una realtà che va oltre i cinque sensi.

E’ una realtà quotidiana fatta di sentimenti e comprensioni che la ragione ignora e che il buon senso comune ridicolizza.

Siamo stati abituati a considerare vere, e perciò reali, soltanto le cose che si possono toccare, gustare, annusare, vedere o ascoltare, e non ci rendiamo conto che, quasi sempre, ciò che è veramente importante non si può stringere tra le mani.

Quello che ci fa stare bene o male, infatti, sono pensieri, stati d’animo, sentimenti… capaci di infondere alla vita il suo profondo significato o di renderla inutile e priva di futuro. 

La nostra verità interiore modella la percezione di fatti, cose, eventi, relazioni e situazioni.

Non esiste una realtà oggettiva, esistono tante verità soggettive.

Ciò che percepiamo con i cinque sensi è sempre il risultato di una convinzione che cerca e trova (più o meno inconsapevolmente) le sue conferme. 

La qualità delle nostre credenze determina la qualità della vita che conduciamo.

Gli psicologi lo sanno da sempre e, da sempre, a dispetto delle altre scienze, sostengono il benessere e curano la sofferenza, aiutando le persone a esprimere la propria autenticità.

La soggettività è una realtà che deve essere accolta, compresa e accettata, perché è la trama che intesse costantemente la realtà, l’ingrediente fondamentale di un’esistenza ricca di significato.

All’interno della soggettività esiste un mondo di sensazioni così potenti da infondere fiducia, entusiasmo, coraggio, desiderio, amore e passione… o, al contrario, paura, depressione, dolore, ansia, umiliazione e annientamento.

La percezione della realtà è fatta di stati d’animo che scandiscono lo scorrere degli eventi colorando la vita di qualità diverse per ciascuno di noi.

Si tratta di una realtà viva e vitale, che non trova le sue conferme in laboratorio ma nel cuore di ogni persona.

Parliamo quindi di verità che non soddisfano i requisiti necessari per ottenere la patente dell’autenticità dalla scienza ufficiale, ma che sono reali per chi ne sperimenta la veridicità sulla pelle, nella pancia, nel cuore e nell’anima.

L’amore è una di queste verità.

Ci mostra una realtà che non si può clonare, duplicare, autenticare o invalidare, perché soltanto chi la prova può garantirne l’autenticità.

Ma, nonostante la sua universale soggettività, a nessuno verrebbe in mente di affermare che l’amore non esiste, solo perché non si può riprodurre in laboratorio.

L’amicizia, l’altruismo, la generosità, la fedeltà, la fiducia… sono soltanto alcune delle innumerevoli verità che superano i cinque sensi e affermano la realtà, impalpabile ma indiscutibile, della soggettività.

Negarne l’importanza e il valore significa ridurre l’esistenza a un cumulo di doveri senza significato e scivolare inesorabilmente nella depressione.

Accoglierne la verità e la realtà ci porta ad affermare un nuovo paradigma esistenziale, non più basato su valori assoluti, ma sulla tolleranza della diversità e delle sue mutevoli manifestazioni.

Esiste una veridicità che supera i cinque sensi e si apre alle emozioni, affermandone l’esistenza senza incertezze.  

E’ una realtà coraggiosa, capace di accogliere punti di vista diversi e di immergersi all’interno di un’onda di probabilità, scegliendo di volta in volta una delle sue innumerevoli possibilità.

Esiste un campo energetico che circonda ogni cosa, ogni pensiero, ogni azione, sentimento o avvenimento.

Un campo di probabilità mutevoli e cangianti, pronte a concretizzarsi nella realtà, o a sparire in un’onda di eventualità infinite.

Imparare a conoscerne l’esistenza significa aprirsi a un modo nuovo di leggere gli avvenimenti e imparare a cavalcare una complessità in grado di renderci padroni della nostra vita e creatori del nostro destino.

Esiste un’energia fluttuante dalla quale attingiamo il nostro presente di momento in momento.

Possiamo ignorarla e continuare a incolpare il destino, trasformando noi stessi nelle vittime impotenti dei capricci del mondo.

Oppure possiamo conoscerla e imparare a gestirne il potenziale, diventando gli artefici e i padroni della nostra vita.

Carla Sale Musio

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Campo energetico, chakra, aura, prana… e altre pericolose verità!

RIPRENDIAMOCI IL DIRITTO DI AVERE UN CUORE!

SCEGLI LA TUA REALTA’ 

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Mar 04 2014

LA CREATIVITA’ E’ ENERGIA

La creatività è l’energia di cui è fatta la vita.

Senza questa misteriosa e inafferrabile propulsione, infatti, non esisterebbe niente.

La creatività permea la nostra sensazione di esistere, motiva le passioni, stimola il desiderio di conoscenza, libera l’avventura, portandoci a scoprire la verità profonda nascosta dietro il velo delle apparenze che comunemente chiamiamo realtà.

La creatività non si può definire, non si può catturare, non si può riprodurre in laboratorio e non si può comprare.

Si può solo viverla, sperimentandone dentro di sé il potere magnetico e misterioso.

Ma che cosa s’intende con la parola: creatività?

A dispetto di ciò che si crede comunemente, la creatività non è un’abilità artistica.

E’ creatività: tutto ciò che rende unica e speciale l’esistenza.

Creatività è sperimentare un punto di vista nuovo!

E’ l’entusiasmo che hanno i bambini.

E’ un pensiero che attraversa la mente, colmo di ispirazione.

E’ la sconfinata bellezza di un fiore.

E’ una danza intensa di passione.

E’ una carezza che asciuga le lacrime.

E’ una forza capace di cambiare il mondo e trasformare la vita.

La creatività è il segreto della felicità.

Ma per raggiungerla, per esprimerla e per viverla, bisogna saper affrontare la solitudine e la soggettività che l’accompagnano.

Creatività e soggettività vanno insieme.

Non è possibile sperimentare la creatività cercando conferme e approvazione perché, per definizione, la creatività è originalità, novità, cambiamento e trasformazione e perciò, incompatibile con la necessità di omologarsi a scelte prestabilite e convenzionali.

Tutto ciò che è comune, standard, conforme o uguale, è sempre l’antitesi della creatività.

Per questi motivi i bisogni di riconoscimento e di appartenenza si scontrano spesso col desiderio di percorrere nuove vie.

L’originalità non è conforme.

Esplora verità ancora impensabili e incontra una dura opposizione da parte di chi ha bisogno di ancorarsi alle proprie certezze per sentirsi al sicuro.

Esprimere la propria creatività rende liberi e realizza la missione che ognuno, nascendo, è venuto a svolgere nel mondo e a condividere con gli altri.

Ma l’autonomia individuale ostacola il predominio dei pochi sui molti e perciò, nei secoli, la creatività è stata combattuta e messa al rogo in nome del potere e del controllo.

Tanti uomini e donne hanno pagato con la vita l’espressione della propria genialità intellettuale, umanitaria, filosofica, scientifica o artistica.

Oggi la globalizzazione ha ridotto quasi a zero il potere miracoloso della creatività annientandolo in nome di un conformismo sempre più totalizzante e coercitivo.

Le malattie, la sofferenza, la violenza e la progressiva perdita di significato dell’esistenza, sono la conseguenza di questo annichilimento progressivo.

Ma, nonostante tanto ostracismo, eliminare la creatività è impossibile, la sua vitalità risorge dalle ceneri come una fenice, trasformando l’esistenza in una spirale infinita di cambiamento e di novità.

La creatività è un’energia che attraversa il cuore e dà forma alla vita.

Il suo potente entusiasmo interiore è l’unica medicina capace di trasformare gli ostacoli in opportunità.

Bloccare il suo flusso naturale crea dei blocchi che inibiscono l’espressione spontanea di se stessi e impediscono al pensiero di scorrere libero.

Molti sintomi psichici dipendono da una paralisi della creatività.

Infatti, quando l’espressività individuale non trova sbocchi per dispiegare la propria energia, si manifesta nell’unico spazio che trova a disposizione: il corpo.

Attacchi di panico, ansie immotivate, depressioni… segnalano una censura della creatività e sono la conseguenza di idee e comportamenti eccessivamente rigidi e conformisti.

Assecondare la creatività è perciò il primo passo per una vita soddisfacente e ricca di significato.

L’espressione delle sue potenzialità mette fine ai conflitti, alla violenza e alla sopraffazione e riempie la vita di possibilità, permettendo a ogni creatura di raggiungere la realizzazione del proprio potere evolutivo.

Tutte le personalità creative hanno un accesso immediato e spontaneo alla creatività e, per mantenersi sane, hanno bisogno di lasciarla fluire in ciò che fanno.

Questo, purtroppo, nella nostra società massificante, crea spesso molti problemi, incomprensioni e dolore.

La vita moderna, infatti, sembra progettata apposta per annientare gli entusiasmi dei creativi e promuovere un modello di comportamento unico, stereotipato e insensibile, funzionale al consumismo e ai guadagni delle multinazionali.

Per far emergere la propria creatività, oggi è necessario superare la diffidenza e il pregiudizio che da secoli ne incatenano l’energia, permettendo a se stessi di ascoltare con fiducia la propria soggettività, senza ostinarsi a cercare conferme.

Liberare la creatività, perciò, significa combattere il pregiudizio dentro di sé, sciogliendo i blocchi e medicando le ferite che ne impediscono il dispiegarsi. 

Soltanto ritrovando la chiave del potere creativo individuale potremo costruire una società capace di accogliere senza discriminare e di trasformare la diversità in ricchezza e valore.

Per tutti.

 Carla Sale Musio

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Nov 17 2013

CAVALCARE LA SESSUALITA’

 

Quando usiamo la parola “sesso”, ci riferiamo comunemente al rapporto sessuale e a tutti quei giochi e preliminari che lo riguardano.

Ma la sessualità comprende una sfera d’azione molto più ampia dell’erotismo e dell’accoppiamento.

La sessualità è la manifestazione di una vibrante forza creativa che si esprime in maniera diversa in ogni persona e in ogni relazione.

Il sesso non è limitato soltanto agli organi sessuali, è la parte più intima, più vera e più profonda di ciascuno e permea tutti i nostri comportamenti, anche quelli che non hanno niente a che fare con la carnalità.

Sessualità, creatività e affettività fanno parte di una stessa potente energia, impropriamente parcellizzata e circoscritta soltanto ai genitali da una cultura che tende a utilizzare l’orgasmo come droga o come strumento di prevaricazione e a censurare tutto ciò che è individuale, unico e originale, deridendo i sentimenti e la sensibilità.

Questa cultura, malata di sopraffazione e superficialità, ha limitato l’energia sessuale a uno sfogo orgiastico spesso privo di emotività, svuotandola della sua potenzialità affettiva, creativa ed espressiva.

La sessualità mette in luce il modo in cui ogni persona vive se stessa e si rapporta al mondo.

Sessualità, creatività e affettività impregnano tutte le relazioni ed esprimono le infinite possibilità di condividersi e di stare in comunione.

Raccontano nei gesti, nelle movenze e nel corpo, la capacità di mettersi in gioco e di aprirsi a ciò che ancora è sconosciuto.

Sono l’essenza della personalità, vibrano di una medesima energia e manifestano l’intima e profonda unicità di ciascuno.

La pulsazione di questa importante forza vitale, però, è spesso interrotta da blocchi, paure e vergogna.

La sessualità, infatti, conduce alla scoperta di sé e dell’altro, dando vita a uno scambio intimo in cui ognuno libera la propria anima senza censure, affrontando l’angoscia del rifiuto e dell’emarginazione, e accogliendo la Totalità dentro di sé.

Questa energia sessuale/creativa/affettiva attraversa situazioni diverse e non necessariamente legate al sesso, fluisce in ogni incontro autentico, profondo, confidenziale e intimo, pervade tutti i momenti in cui ci sentiamo appagati da un’accettazione e comprensione reciproca.

E’ una corrente che diventa tanto più intensa quanto più siamo pronti a rivelarci con sincerità e quanto più sappiamo accoglierne la potenza senza spaventarci.

C’è sessualità in ogni relazione fondata sull’autenticità.

Ma proprio le sue caratteristiche di libertà e onestà hanno reso la sessualità così demonizzata e così difficile da vivere.

La naturalezza dello scambio creativo/sessuale/affettivo, infatti, presuppone la capacità di rivelare la propria verità senza mistificare gli aspetti “negativi” di se stessi.

Soltanto chi sa spogliarsi delle maschere mostrando la propria nudità interiore può cavalcare l’onda energetica della sessualità. 

Purtroppo, però, il sesso oggi è utilizzato per nascondersi più che per rivelarsi.

Si preferisce agire una sessualità basata sull’apparire, sul culto del corpo e della prestazione erotica, piuttosto che affrontare le parti nascoste della personalità e mettersi in gioco con lealtà.

Ma sfuggendo l’autenticità non è possibile avere un contatto profondo e l’energia sessuale si disperde in una farsa autoerotica e narcisistica.

Il sesso, usato per evitare la profondità delle emozioni, si riduce a una performance atletica, palestrata e incellofanata, e perde il potere che deriva dallo scambio e dall’integrità interiore.

Cavalcare la sessualità vuol dire avere il coraggio di aprirsi alla propria fragilità per imparare a conoscere la fragilità dell’altro.

Vuol dire immergersi nelle profondità dell’anima senza timore della solitudine e della diversità.

Vuol dire perdere ogni confine e ritrovarsi in un altro corpo e in un altro mondo.

Vuol dire vivere l’intimità e la fusione senza paura e con complicità.

Vuol dire sciogliersi dentro una Totalità che annienta le differenze.

Vuol dire prendere a braccetto la pazzia rispettandone la saggezza con umiltà.

Cavalcare la sessualità vuol dire accogliere il caos dentro di sé e camminare con noncuranza affianco alla morte, avendo nel cuore la certezza fiduciosa che ogni scoperta arricchisce la vita e ogni abisso è il dono che stavamo cercando.

Carla Sale Musio

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Feb 17 2013

CAMPO ENERGETICO… ne parliamo con Benedetta Veroni

Ciao Benedetta, potresti spiegare in parole semplici che cos’è la Sintesi Personale?

La Sintesi Personale è un approccio all’attività’ dell’aiuto relazionale, basato sulla considerazione che la Persona è l’insieme di corpo, psiche ed energia.

Nella Sintesi Personale oltre al lavoro psicologico e corporeo, si interviene direttamente a livello energetico, mettendo in movimento l’energia dell’individuo, indirizzandola dove la situazione di disagio lo richiede.

Il nome Sintesi Personale si riferisce alla sintesi dell’approccio, ovvero un approccio equilibrato, focalizzato contemporaneamente sui tre aspetti esistenziali dell’essere umano:

  • corpo
  • mente (psiche)
  • spirito (energia, emozioni, spiritualità)

La persona e’ intesa come la somma interfunzionale dei tre aspetti esistenziali.

Un intervento di aiuto relazionale parte dall’analisi delle relazioni interne, verso il sé, ed esterne, verso gli altri.

Ogni tipo di relazione coinvolge sempre entrambi gli aspetti: interiore ed esteriore.

Il lavoro, viene orientato contemporaneamente sui tre aspetti interfunzionali e viene bilanciato a seconda della situazione che si presenta.

L’integrazione dell’aspetto energetico nello studio dell’essere umano è fondamentale, perché esso contiene in sé la chiave della guarigione.

Questo approccio permette di andare in profondità e scoprire come e perché si creano i disagi interni ed esterni di tutti i giorni.

Le tecniche energetiche utilizzate, provengono dagli insegnamenti della Barbara Brennan School of Healing; il lavoro mente/corpo proviene dagli studi della Core Energetica.

Le due correnti si fondono in un approccio a 360 gradi, che offre gli strumenti per operare nelle tre sfere esistenziali ed è quindi in grado di offrire un supporto molto efficace e meno limitante.

In che modo il campo energetico influisce sulle nostre relazioni?

Se noi consideriamo l’essere umano come la somma di corpo, mente e spirito, non possiamo non riconoscere che in ogni esperienza che l’individuo vive, tutte e tre le parti sono chiamate in gioco. L’una non può agire e reagire senza l’influenza dell’altra.

Il campo energetico umano (Aura) che circonda e permea tutto il nostro essere e i coni energetici (Chakra), collocati in punti strategici del nostro corpo fisico, reagiscono ai nostri pensieri e alle nostre emozioni e ci forniscono spesso la chiave di lettura di un nostro comportamento.

L’Aura riflette la storia di ogni vita individuale, ci indica, ad esempio, come un dolore nell’infanzia, che in seguito ad un blocco emozionale, si è cristallizzato in uno spazio nel profondo, altera, in età adulta, l’intero funzionamento dell’organismo sia dal punto di vista fisico, che energetico ed emozionale.

Questo è rivelato non solo nel modo in cui la persona si rapporta alla vita, ma anche nel modo in cui si atteggia e muove il proprio corpo.

Il campo energetico umano fornisce informazioni essenziali e importanti strumenti per il processo di crescita e di guarigione.

Esistono delle tipologie dell’energia?

Il nostro campo energetico è in continuo movimento. I vari livelli (o corpi) che lo compongono vibrano a frequenze diverse la cui intensità diminuisce man mano che si distanziano dal corpo fisico. Ognuno di essi ha una posizione, una luminosità, un colore, una forma e una funzione differente.

Questi corpi reagiscono a seconda delle nostre reazioni, influenzandosi l’un l’altro.

L’energia vitale é una ma con diverse manifestazioni.

La nostra Aura é composta da questa energia che si manifesta sui differenti corpi stratificati a seconda del nostro stato emotivo e dell’attività che stiamo svolgendo.

Cosa pensi di salute e malattia?

Dal mio punto di vista, la salute è una condizione di equilibrio dato dalla consapevolezza di chi siamo, di quali sono i nostri bisogni, della capacità di accoglierci in tutti i nostri aspetti e della capacità di riconoscere i nostri limiti e i nostri talenti.

Nel momento in cui prendiamo coscienza di noi stessi, stiamo bene, siamo in salute.

Una persona che non ha mai avuto malattie, considerata quindi sana, che vive relazioni distruttive e dolorose, che non si piace, che vorrebbe essere sempre dove non è, che vede la porta mezzo chiusa piuttosto che mezzo aperta, non la considero una persona in salute.

Dimenticare chi siamo, dà origine a pensieri ed emozioni che conducono ad un insano stile di vita ed eventualmente alla malattia.

La malattia è uno squilibrio che si manifesta come ultimo stadio nel nostro corpo fisico. Essa nasce da un disagio emotivo non espresso o negato, che spesso risiede in uno spazio molto profondo. È un messaggio diretto che ci arriva, non solo per mostrarci la distorsione e la separazione da noi stessi, ma ci indica anche il percorso che dovremmo intraprendere per ripristinare l’armonia nel nostro essere, a tutti i livelli.

Nel tuo lavoro quanto sono importanti la spiritualità e la creatività?

Quando entro in uno spazio di accoglienza e accettazione, sento di essere in contatto con la mia parte spirituale. Le tensioni del mio corpo spariscono, sento fluire l’energia vitale, si accendono i sensi di percezione e mi sento supportata e assistita dalle mie guide. Sento di essere in armonia con me stessa e con il “Creato”.

Questo contatto apre la porta all’accoglienza dell’altro, condizione necessaria e fondamentale nel mio lavoro.

Nello spazio spirituale, sento molta chiarezza, leggerezza ed ispirazione. L’empatia aumenta e con essa la capacità di ascolto e osservazione.

Questa meravigliosa condizione energetica fisica ed emotiva è energia creativa, l’energia primaria che contiene e fa muovere ogni cosa.

Lo spazio spirituale è, per me, uno spazio creativo.

Qual è il tuo percorso formativo?

Un maestro una volta mi disse: “La risposta a ciò che stai cercando é dentro di te.” regalandomi il libro ‘’Mani di Luce’’ scritto dalla Brennan.

Sul momento non potevo capire, ma il libro mi aprì un mondo che sentivo così reale, da non poterlo più abbandonare.

Il mio percorso é iniziato circa 30 anni fa, e sono ancora su questo meraviglioso cammino.

Negli anni 80 io e mio marito frequentiamo un corso di Psicodinamica Mentale che mi fa scoprire per la prima volta una sorta di predisposizione personale per certe tecniche che hanno a che fare con la forza del pensiero e l’energia vitale.

Nel 1988, a causa di una banalissima epatite alimentare, mio marito attraversa un brutto e lungo periodo di ospedalizzazione, che ci porta in seguito ad imparare la pratica della Meditazione Trascendentale di Maharishi.

Nel frattempo mettiamo al mondo tre meravigliosi bambini.

Nel ’93 ci trasferiamo in America per motivi di lavoro, e ho l’opportunità di frequentare una scuola di Massage Therapy & Structural Bodywork/ Idrotherapy/ Sporting Massage, oltre ad un Seminario di Riflessologia Plantare, a Tallahassee, in Florida, e successivamente il corso di Cranio Sacral Therapy I e II – Upledger Institute, a Palm Beach, sempre in Florida.

In tutto questo tempo, dentro di me, continuavano a rimbombare le parole del mio maestro e questo, finalmente, mi portò a decidere di iscrivermi alla scuola di Barbara Ann Brennan, Barbara Brennan School of Healing, prima con sede a New York, poi a Miami.

Ho conseguito nel 2001 la laurea, e successivamente ho frequentato il tirocinio per l’insegnamento (Barbara Brennan Advanced Program and Teacher Training). Ho insegnato nella sezione europea della BBSH a Bad Neuhenar, in Germania.

Il mio percorso é stato una sorta di sviluppo attraverso tappe apparentemente non collegate e tantomeno progettate, ma direi che mi si sono presentate in diversi momenti della vita, alla cui chiamata ho risposto seguendo un impulso interno che solo molto più tardi ho imparato a riconoscere e a comprendere.

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Feb 12 2013

Campo energetico, chakra, aura, prana… e altre pericolose verità!

Le parole chakra, aura, prana… suscitano sempre curiosità e scetticismo insieme.

Le nostre parti bambine sentono che la vita non può essere soltanto materialità e concretezza.

Le parti adulte, invece, hanno imparato a considerare vero solo ciò che può essere toccato e misurato.

Di solito, di fronte a questi argomenti, nella personalità si scatena il conflitto e, se per un po’ ci appassioniamo, ci interessiamo, seguiamo questa o quella teoria tenendo a bada il nostro scetticismo, finisce sempre che poi, per un motivo o per l’altro, abbandoniamo tutto.

Non è facile mantenere la continuità quando si tratta di realtà che la maggior parte delle persone ignora o condisce con risolini di sufficienza.

Occuparsi di ciò che non si percepisce con i sensi fisici è poco agevole, la derisione e lo sfottò degli altri finiscono per catapultarci nello scoraggiamento, inducendoci a interrompere le nostre ricerche.

Tutto ciò che non si può toccare, solitamente è bocciato come inesistente.

Gli psicologi lo sanno bene. E nel tempo hanno dovuto imparare a farci i conti.

Si. Perché la psiche non si può toccare, non si può misurare, non si capisce bene in quale parte del corpo sia localizzata e soprattutto non si può MAI replicare.

Insomma ce n’è abbastanza da ottenere il discredito di qualunque scienziato!

Così, con la sensazione di essere un po’ pazzi e anche un po’ sciocchi, gli psicologi hanno dovuto misurarsi da sempre.

Soprattutto alla nascita della psicologia.

Un tempo, infatti, i nostri studi non erano presi neanche in considerazione dalla accademia scientifica.

Per la scienza esisteva la medicina… tutto il resto era filosofia!

E poiché la psicologia non è mai stata né l’una cosa né l’altra… be’… per i primi psicologi la vita non è stata facile!

Ancora oggi, capita di sentire qualche “non addetto ai lavori” affermare con superiorità: “Noooo. Io alla psicologia non ci credo!” come se si trattasse di una superstizione e non di una scienza con tanto di facoltà universitarie, esame di stato, specializzazioni, albo e ordine.

Gli psicologi hanno imparato a cimentarsi con ciò che non è visibile, misurabile o replicabile, ma che ci mostra la sua esistenza dai suoi effetti.

La prova certa, per gli psicologi, non è, come per i fisici o i biologi, la misurazione in laboratorio ma il cambiamento.

E sul cambiamento basano le loro teorie.

Mi spiego meglio.

Se il sig. Giovanni soffre di attacchi di panico e, nonostante le rassicurazioni degli amici, i tranquillanti e le vacanze, non riesce a vederli sparire, agli psicologi non importa sapere in quale punto del suo stomaco è localizzato quel senso di vuoto che lo fa andare in pezzi e lo terrorizza.

Agli psicologi importa cosa ha il potere di cambiare questa situazione facendo sentire il sig. Giovanni tranquillo, soddisfatto e partecipe in ciò che fa.

Di solito, questo cambiamento non si ottiene grazie a una ricetta pratica e concreta del tipo: “Indossi solo abiti di colore blu” o “Mangi prevalentemente frutta”. Ma è la conseguenza di una ridefinizione globale delle aspettative, dei sogni, delle scelte e dei pensieri che il sig. Giovanni dovrà compiere da solo, aiutato dalle domande del suo psicoterapeuta.

Il cambiamento negli atteggiamenti del sig. Giovanni provoca la scomparsa dei suoi attacchi di panico e, per noi psicologi, costituisce una certezza scientifica dell’esistenza della psiche e dell’efficacia della psicoterapia.

Il campo energetico delle persone è qualcosa di molto simile alla psiche, infatti, anch’esso non è localizzato in un punto preciso, non è misurabile, non si può toccare, ma, proprio come la psiche cambia quando cambiano le nostre scelte, le nostre aspettative, i nostri sogni e i nostri pensieri.

E lo stesso si può affermare a proposito dell’aura, dei chakra o del prana.

Per chi non lo sapesse:

  • campo energetico e aura sono nomi differenti per indicare: un corpo impalpabile, luminoso e vibrante che circonda e compenetra il corpo fisico.

  • chakra, invece, sono dei vortici energetici a forma di cono, che si trovano in diversi punti dell’aura, ubicati rispetto al corpo fisico in corrispondenza delle 7 principali ghiandole endocrine, e che permettono al prana di fluire verso l’esterno e verso l’interno.

  • prana letteralmente significa vita, ma anche respiro e spirito. Secondo la filosofia induista tutti gli esseri viventi, in quanto tali, sono dotati di prana, la cui conservazione deriva dal corretto svolgimento di tutte le funzioni psicologiche, emotive e fisiologiche necessarie al mantenimento armonico dell’equilibrio.

In occidente, la medicina e la scienza hanno sempre deriso e snobbato la saggezza orientale che parla di aura, chakra e prana, ignorandone gli insegnamenti, enfatizzandone i fallimenti e chiamando altezzosamente “guarigioni miracolose” i risultati positivi ottenuti applicando le sue metodiche.

Come psicologa e come persona, ne sono sempre stata attratta e me ne sono spesso occupata, cercando di selezionare le informazioni corrette da quelle dettate dall’ignoranza e dal discredito che purtroppo circonda questi studi.

Secondo quanto sostenuto dai Maya, il 21 dicembre 2012 si è compiuto un cambiamento epocale importantissimo.

Questo cambiamento non riguarda la fine del mondo fisico, ma la fine di una limitazione energetica che da tanto tempo bloccava le nostre possibilità spirituali ed emotive rendendo difficile l’osservazione dei campi energetici.

Tutti quanti abbiamo notato, già da qualche anno, un aumento della sensitività, del sesto senso e delle percezioni paranormali.

Queste sono soltanto alcune evidenze di quel cambiamento.

Altre meravigliose scoperte si aprono in questo ricchissimo momento storico, dandoci nuove opportunità per non finire stritolati dal pessimismo delle crisi politiche ed economiche che stiamo attraversando.

Ritengo che queste verità non possano più essere trascurate. E’ importante condividerle e divulgare un’informazione priva di pregiudizi, in modo da permettere a tutti l’esperienza personale con l’energia interiore e con il cambiamento dimensionale che stiamo vivendo.

Per poterlo fare in modo competente ed efficace, ho chiesto la collaborazione a una persona che ha dedicato la propria vita allo studio di questi argomenti e che ha strutturato un interessante approccio metodologico, chiamato Sintesi Personale.

Nei prossimi giorni pubblicherò un’intervista a Benedetta Veroni che da anni si occupa dell’uso dell’energia nel campo del benessere individuale, e che ha accettato di condividere la sua esperienza con il movimento io non sono normale: IO AMO.

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